La Prima Bandiera - 1630
La prima Bandiera sventolò gloriosa durante le evoluzioni militari fino al 1789. Essa segna il principio dei ricchi doni che i Banniesi, emigranti temporanei, con nobile gara inviarono dalle città del Piemonte, da Roma, dalla Spagna: arredi sacri per l'Oratorio, divise militari di forme svariate, ornamenti preziosi, fasce ricche d'oro, berrettoni per gli ufficiali, spade e fucili, una sella, due pistole con la custodia di velluto verderame a fregi d'argento, gualdrappe per i cavalli.Sono doni ora individuali, ora collettivi inviati dalle Università degli osti, dei brentatori, dei ritagliatori di Alessandria.
Sorge così la Cassa militare destinata alla custodia delle vesti e delle armi; si fanno i regolamenti per la festa, determinando i diritti e doveri di ciascuno: si fissa il rancio per i soldati: pane, vino, salame o carne (nei giorni di magro due uova).
Ma questo rancio si offriva a tutti, anche ai forestieri, fino al 1757 nel qual anno si vietò di dare il rancio a chi non è soldato, sotto pena di 30 scudi, e si stabilì che ogni altra prestazione d'opera fosse gratuita a onore e gloria di Maria Santissima.
Alla varietà dei doni corrispondeva la varietà degli indumenti dei soldati, la cui divisa ricorda in questo primo periodo quella dei soldati spagnoli, come si vede in un quadro del 1732 esposto nell'Oratorio a ricordare come il 5 Agosto di quell'anno infuriando un temporale, cadde il fulmine sul portico della Chiesa, sotto il quale si erano rifugiati i soldati, e nessuno fu colpito (nemine laeso). E' a deplorarsi che l'umidità abbia rovinato lo storico dipinto.
Ne solo la Milizia prestò servizio d'onore alla Madonna, in questo periodo, ma anche rese gli onori militari ai corpi dei Santi Martiri Vincenzo e Felice, qui trasportati da Roma nel 1776, e più volte al patrono S. Bartolomeo il 24 Agosto.
La Seconda Bandiera - 1789
Nel 1789 si benedisse una nuova bandiera, ma infuriando la rivoluzione francese, le feste religiose passarono inosservate, sicché il cronista si accontenta di darci il nome dei colonnelli e di ricordare che la nostra milizia prestò servizio a difesa delle terre comunali, aiutando le truppe qui distaccate.Passata la burrasca, il nostro Anonimo con uno stile solenne scrive come nel 1803 il Dio supremo comanda a Nettuno (il dio del mare) e questi a Eolo (dio dei venti), perchè col mare tranquillo possa giungere dalla Spagna dopo 20 anni di assenza il nuovo colonnello della milizia: Filippo Ferroni.
Costui non badò a spese per la splendida riuscita della festa: si accesero meravigliosi fuochi artificiali, si fece venire la banda musicale da Suna presso Pallanza, si imbandì una merenda pubblica.
Ma non era facile trovare il generoso che, godendo dell'onorifico titolo di colonnello, si sobbarcasse a tutte le spese, quindi nel 1819 si ripartirono gli onori e gli oneri tra tutti gli ufficiali in questa misura: i quattro dodicesimi della spesa a carico del Colonnello, un dodicesimo a carico di ciascuno degli otto ufficiali.
Nell'anno medesimo si costituirono i comandi militari in lingua italiana a quelli in lingua francese. La stella di Napoleone era tramontata anche per i Banniesi!
In questo periodo anche la divisa si fece più uniforme e più italiana, adottando si quella del Reggimento Piemonte Reale.I quattro ufficiali superiori portano il cappello a due punte, nero gallonato, in oro, gli altri ufficiali e soldati un berrettone (kolbak) di pelo nero con placca metallica, treccia rossa e pennacchio di piume bianche per gli ufficiali, e rosse e azzurre per i soldati.
Indossano giubbe di panno azzurro carico con guarnizioni in oro o mostre rosse secondo il grado: pantaloni rossi con bande d'oro, se ufficiali; calzoni rossi con uose nere, se soldati. Gli ufficiali hanno le spalline dorate, la sciarpa a tracolla, la sciabola al fianco; i soldati hanno il cinturino bianco per la spada e per la giberna, incrociato sul petto.
Una divisa speciale portano gli zappatori, i tamburini, gli alabardieri, rendendo più piacevole il tradizionale esercito della Madonna.
Le armi sono pure varie: fucili ad acciarino o a pietra un dì, ora a retrocarica, con baionetta inastata, sciaboloni, spade, mazze, alabarde, scuri. Gli strumenti musicali si riducono a cinque pifferi e cinque tamburi.
La Gerarchia Militare comprende Ufficiali, Sottufficiali e Soldati:
- Gli Ufficiali sono nove: Colonnello, Tenente Colonnello, Maggiore, Aiutante Maggiore, due Capitani, due Tenenti, un Alfiere.
- I Sottufficiali sono nove: un Foriere Maggiore, due Forieri di Compagnia, due Sergenti, quattro Caporali.
- Soldati: cinque Zappatori guidati da un loro Sergente, cinque Tamburini e cinque Sonatori di Piffero, con un Capo Tamburo, quattro Alabardieri col loro Sergente, una trentina di Fucilieri, il qual numero oscilla da un massimo di 90 (1820) ad un minimo di 15 come avvenne nel 1836 per volere dell'autorità superiore.
La Terza Bandiera - 1846
Donata da un Giovanninetti detto il Russo, fu benedetta il 4 Agosto 1847; e nel 1853, il 26 Agosto, fu presente all'inaugurazione della strada di Valle Anzasca, al Comando del Cap. Spezia.
Il IO luglio 1856 la Milizia ebbe l'onore d'esser passata in rivista dai principi reali Umberto e Amedeo di Savoia, lietissimi di ammirare l'antica divisa d'un Reggimento della loro Casa.
Il IO luglio 1856 la Milizia ebbe l'onore d'esser passata in rivista dai principi reali Umberto e Amedeo di Savoia, lietissimi di ammirare l'antica divisa d'un Reggimento della loro Casa.
La Quarta Bandiera - 1901
Donata dal Sig. Bartolomeo Giovanninetti ora defunto, e benedetta il 4 Agosto 1901, sventolò nel 1903 a Casale Corte Cerro, dove s'era recata pel centenario di S. Giorgio.Dal 1915 al 1919 riposò nella sua custodia, perchè scatenatasi nell'Europa la terribile guerra, un'ottantina di Banniesi erano accorsi volonterosi a difendere l'Italia ed a conquistare i suoi naturali confini.
Nel 1919, ritornati vincitori, essi vollero che di nuovo avesse a sventolare la prediletta bandiera; ma non si dimenticarono di rendere i dovuti on0l1 e suffragi ai Compagni Caduti.
Il 6 Agosto di quell'anno, alla Milizia tradizionale si associarono circa 150 Reduci Anzaschini (un centinaio in grigio verde), partecipando alla solenne Ufficiatura funebre. La gentilezza dei Banniesi non si smentì in quella circostanza, perchè provvide un rancio non ordinario a tutti gli intervenuti, con contorno di allegri suoni e discorsi patriottici.
Le Feste Centenarie del 1922
Il terzo centenario venne commemorato in modo degno e solenne. Alle funzioni religiose prese parte l'Ecc.mo Arcivescovo Mons. Scapardini, già Nunzio apostolico del Brasile e ora Vescovo di Vigevano; la Schola cantorum del Seminario di Novara.
Oratori l'Arcivescovo e il Rettore del Seminario tecnologico della Diocesi. La milizia fece le sue caratteristiche evoluzioni per due giorni intieri (5 e 6 agosto) sventolando le quattro storiche bandiere portate dai veterani ottuagenari.
Presenziò lo Stato Maggiore della milizia di Calasca col suo alfiere e l'avanguardia, e il gonfalone antico della Milizia delle terre portata da un Castiglionese. Le bande musicali di Bannio e di Varzo, rallegrarono la festa.
A compimento venne inaugurato il monumento ai 12 Caduti Banniesi; monumento austero consistente in un monolito di granito che porta incisi i nomi dei "Fulgidi eroi" dei quali Bannio sarà sempre memore
Oratori l'Arcivescovo e il Rettore del Seminario tecnologico della Diocesi. La milizia fece le sue caratteristiche evoluzioni per due giorni intieri (5 e 6 agosto) sventolando le quattro storiche bandiere portate dai veterani ottuagenari.
Presenziò lo Stato Maggiore della milizia di Calasca col suo alfiere e l'avanguardia, e il gonfalone antico della Milizia delle terre portata da un Castiglionese. Le bande musicali di Bannio e di Varzo, rallegrarono la festa.
A compimento venne inaugurato il monumento ai 12 Caduti Banniesi; monumento austero consistente in un monolito di granito che porta incisi i nomi dei "Fulgidi eroi" dei quali Bannio sarà sempre memore
La Quinta Bandiera - 1931
Venne benedetta il 5 Agosto 1931 per tenere viva la fede dei Banniesi nella Religione dei loro padri e conservare le gloriose tradizioni del paese natìo.
La Sesta Bandiera - 1964
Dono del signor Vittoni Guido. E' stata solennemente benedetta i1 7 Giugno 1964. Perchè si onori la tradizione e si mantenga fede nel popolo di Bannio.
La Settima Bandiera - 1988
Dono dei coniugi Vanoli Natale e Ferrari Loredana.
E' stata benedetta il 7 Agosto 1988 con gli onori di tutti gli ufficiali e soldati, che con impegno solenne celebrano il 366° anno di devozione alla B. V. Madonna della Neve e di fedele presenza della Milizia.
E' stata benedetta il 7 Agosto 1988 con gli onori di tutti gli ufficiali e soldati, che con impegno solenne celebrano il 366° anno di devozione alla B. V. Madonna della Neve e di fedele presenza della Milizia.
Festa della Milizia 1° Domenica di Agosto
Era il gran giorno in cui la Milizia sfoggia davanti al pubblico tutta la varietà delle sue divise e delle sue evoluzioni. Ne daremo un cenno sommano.
Nelle prime ore del mattino suona la generale coi pifferi e i tamburi chiamando a raccolta la milizia.
Fatta colazione, vengono addestrati al maneggio delle armi e alle tradizionali evoluzioni i novellini coi veterani: verso le otto le due compagnie (una di Bannio, l'altra di Pontegrande) si riuniscono sulla piazza del Municipio. Il battaglione è formato, ed ecco il Maggiore avanzarsi su un cavallo riccamente bardato e prenderne il comando.
Si va a prendere la bandiera a suon di musica; poi il Colonnello, annunziato dal grido "allarmi" di una sentinella, salutato coll'inno Nazionale, passa in rivista i soldati che gli presentano le armi. Alle nove si ha la prima pittoresca sfilata dalla piazza alla Chiesa parrocchiale per la messa militare in quest'ordine:
Al passaggio del venerato simulacro i soldati presentano le armi e fanno la prima salve d'onore o fuoco di parata, come si vuoi dire.
Queste Salve d'onore, generalmente ben eseguite, ed alternate coi suoni, si fanno a più riprese durante la giornata: alla Messa e ai Vespri in onore della Madonna; a mezzogiorno in onore delle Autorità civili e militari, dal Presidente della Repubblica al Sindaco, dal Colonnello alla Cassiera, la custode delle tradizionali divise; né sono dimenticati i Benefattori, i Soldati, i Forestieri: onore a tutti!
Dopo le fatiche, il riposo e il rancio. Questo viene distribuito sulla pubblica piazza, dove a gruppi, seduti a tavolo o sull'erba o sui muriccioli, circondati spesso dai piccoli figli, i bravi soldati si ristorano allegramente, contenti di aver onorato la Madonna mantenendo viva la bella tradizione.
Ma col rancio non finisce la festa per gli Ufficiali. Essi, come ebbero l'onore di intervenire al vespero della vigilia, così si fanno un dovere di intervenire, il giorno dopo la festa, all'officio funebre per i Soci e Benefattori defunti.
Nelle prime ore del mattino suona la generale coi pifferi e i tamburi chiamando a raccolta la milizia.
Fatta colazione, vengono addestrati al maneggio delle armi e alle tradizionali evoluzioni i novellini coi veterani: verso le otto le due compagnie (una di Bannio, l'altra di Pontegrande) si riuniscono sulla piazza del Municipio. Il battaglione è formato, ed ecco il Maggiore avanzarsi su un cavallo riccamente bardato e prenderne il comando.
Si va a prendere la bandiera a suon di musica; poi il Colonnello, annunziato dal grido "allarmi" di una sentinella, salutato coll'inno Nazionale, passa in rivista i soldati che gli presentano le armi. Alle nove si ha la prima pittoresca sfilata dalla piazza alla Chiesa parrocchiale per la messa militare in quest'ordine:
- Gli Zappatori;
- I Pifferi e i Tamburi preceduti da un gigantesco capo tamburo che porta un berretto ne alla polacca, a forma di piramide tronca rovesciata;
- Gli Alabardieri;
- Lo Stato Maggiore a Cavallo;
- La Prima Compagnia;
- La Bandiera;
- La Seconda Compagnia;
Al passaggio del venerato simulacro i soldati presentano le armi e fanno la prima salve d'onore o fuoco di parata, come si vuoi dire.
Queste Salve d'onore, generalmente ben eseguite, ed alternate coi suoni, si fanno a più riprese durante la giornata: alla Messa e ai Vespri in onore della Madonna; a mezzogiorno in onore delle Autorità civili e militari, dal Presidente della Repubblica al Sindaco, dal Colonnello alla Cassiera, la custode delle tradizionali divise; né sono dimenticati i Benefattori, i Soldati, i Forestieri: onore a tutti!
Dopo le fatiche, il riposo e il rancio. Questo viene distribuito sulla pubblica piazza, dove a gruppi, seduti a tavolo o sull'erba o sui muriccioli, circondati spesso dai piccoli figli, i bravi soldati si ristorano allegramente, contenti di aver onorato la Madonna mantenendo viva la bella tradizione.
Ma col rancio non finisce la festa per gli Ufficiali. Essi, come ebbero l'onore di intervenire al vespero della vigilia, così si fanno un dovere di intervenire, il giorno dopo la festa, all'officio funebre per i Soci e Benefattori defunti.
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